La società dell’accesso e la
rivoluzione
della banda larga
È ormai opinione diffusa che lo sviluppo delle tecnologie digitali e l’avvento della cosiddetta new economy stiano determinando mutamenti sociali e culturali profondi. Sociologi, economisti, studiosi della comunicazione, politici, imprenditori, hanno a più riprese – e ciascuno dal proprio punto di vista – espresso e argomentato tale convinzione. Tra le molte voci, un’analisi particolarmente interessante, sebbene non sempre condivisibile, dei cambiamenti in atto è quella proposta dall’economista americano Jeremy Rifkin.
Nel fortunato libro intitolato L’era dell’accesso, Rifkin sostiene che, con la diffusione delle comunicazioni digitali e degli scambi economici on-line, le forme di mercato tradizionali, basate sulla proprietà e sullo scambio di beni, tenderanno a essere sostituite da un nuovo genere di transazioni, basate sull’accesso:
Nella nuova era, i mercati stanno cedendo il passo alle reti, e la proprietà è progressivamente sostituita dall’accesso. Imprese e consumatori cominciano ad abbandonare quello che è il fulcro della vita economica moderna: lo scambio su un mercato di titoli di proprietà fra compratori e venditori... nella new economy, il fornitore mantiene la proprietà di un bene, che noleggia o affitta o è disposto a cedere in uso temporaneo a fronte del pagamento di una tariffa, di un abbonamento, di una tassa d’iscrizione. Lo scambio di proprietà fra compratori e venditori – l’aspetto più importante del moderno sistema di mercato – cede il passo a un accesso temporaneo che viene negoziato fra client e server operanti in una relazione di rete[59].
Nell’economia tradizionale, fondata sullo scambio di beni materiali, le transazioni tra gli attori del mercato prevedono il passaggio permanente della proprietà di un bene dal venditore al compratore. Ma quando ad essere scambiati sono dei beni immateriali – servizi, informazioni o, più generalmente, idee – questo modello non è più applicabile. Allo scambio fisico accompagnato dal diritto di proprietà si sostituisce dunque la cessione del diritto di accesso. Una delle caratteristiche di questa forma di transazione è il suo stretto legame con il tempo. Laddove nell’economia materiale si acquista permanentemente un oggetto (almeno nella maggior parte dei casi), in quella immateriale si tende ad affittare temporaneamente un servizio, una prestazione, o la possibilità di consultare informazioni. In questo contesto il rapporto fra unità di tempo e quantità di informazioni veicolate diventa una delle variabili fondamentali delle transazioni comunicative ed economiche on-line: la scarsa efficienza dei sistemi di trasmissione dati, infatti, fa diminuire la quantità di informazioni accessibili in un dato lasso temporale, o – simmetricamente – dilata il tempo necessario a usufruire di un servizio, aumentando i costi generali, e frustrando le aspettative del compratore.
Non a caso uno dei principali ostacoli alla distribuzione di contenuti e servizi ad alto valore aggiunto attraverso Internet è stato proprio costituito dalla limitata capacità delle infrastrutture di trasmissione, soprattutto nel cosiddetto ‘ultimo miglio’, il tratto che giunge nelle case degli utenti. L’enorme espansione della rete ha stimolato l’offerta e la domanda di nuovi servizi e contenuti digitali, ma le infrastrutture tecnologiche esistenti non sono sufficientemente veloci per veicolare gli elevati quantitativi di informazione necessari.
In questo quadro si collocano gli ingenti investimenti che istituzioni pubbliche e aziende private stanno facendo per rinnovare e potenziare gli apparati e i canali di trasmissione dati che costituiscono le infrastrutture fondamentali di Internet, e in generale di tutti gli strumenti di comunicazione digitali. In linea generale questo passaggio – che corrisponde alla transizione dalle tecnologie di trasmissione a banda stretta a quelle a banda larga – si articolerà in due fasi.
Nella prima fase, appena iniziata e il cui completamento avverrà in tempi medio-brevi, si miglioreranno le prestazioni delle attuali infrastrutture di comunicazione, forzando verso i limiti massimi di portata le linee e le tecnologie di connessione tradizionali. La tecnologia ADSL, ad esempio, esalta le capacità di trasferimento dati del doppino telefonico. La tecnologia GPRS, di prossima introduzione, sfrutterà invece l’attuale rete di comunicazione cellulare GSM, migliorando la velocità della trasmissione dati possibile al suo interno. Con il potenziamento delle vecchie tecnologie si potranno sperimentare nuovi servizi e contenuti, e preparare il passaggio alla seconda fase, il salto tecnologico verso i veri e propri sistemi a banda larga: le fibre ottiche per le trasmissioni via cavo e la tecnologia UMTS per quelle wireless (senza cavo).
Questa seconda fase richiederà tempi più lunghi – secondo le analisi più ragionevoli non sarà completata prima del 2010 – e soprattutto avrà dei costi assai elevati. Ma i nuovi servizi digitali che potranno viaggiare attraverso queste ‘autostrade dell’informazione’ (per usare una vecchia metafora oggi passata di moda, ma che conserva la sua efficacia) – video on-demand, videotelefonia mobile, contenuti e intrattenimento multimediale di alta qualità, formazione a distanza, telelavoro – genereranno dei mercati ad altissima redditività.